FGM04 sviluppa abbigliamento tecnico e cosmetotessile unendo ricerca sui materiali, comfort e design. Tra le tecnologie utilizzate in molti dei nostri capi c’è la tecnologia F.I.R. a raggi infrarossi lontani, integrata nel filato per creare tessuti funzionali pensati per accompagnare il corpo durante l’attività sportiva e nella quotidianità.
Questa tecnologia è presente, per esempio, in molti dei nostri leggings push-up e rappresenta uno degli aspetti che distinguono l’abbigliamento tecnico FGM04 da un normale capo sportivo.
Ma come funzionano realmente i tessuti FIR? E soprattutto: cosa dicono gli studi scientifici sul loro utilizzo nello sport?
Quali impieghi potrebbero interessare i tessuti FIR nello sport?
I tessuti FIR sono oggetto di ricerca in ambito sportivo per la loro possibile interazione con alcuni processi coinvolti nella termoregolazione, nel comfort durante l’esercizio e nella risposta fisiologica all’attività e al recupero.
Non si tratta di attribuire a un leggings o a una maglia il potere di migliorare automaticamente la performance: il valore della tecnologia FIR è più interessante se inserito nel contesto dell’abbigliamento tecnico evoluto, dove caratteristiche del filato, elasticità, traspirabilità, vestibilità e comfort lavorano insieme.
Proprio per capire meglio le potenzialità di questi tessuti, negli ultimi anni diversi gruppi di ricerca hanno studiato capi FIR durante l’esercizio fisico e nelle ore successive all’allenamento.
Gli studi scientifici sui tessuti FIR: cosa dicono le ricerche?
Una delle fonti più complete sull’argomento è la revisione sistematica “Utilisation of far infrared-emitting garments for optimising performance and recovery in sport: Real potential or new fad?”, pubblicata sulla rivista scientifica PLOS ONE.
Cinque banche dati scientifiche – PubMed, Cochrane, ScienceDirect, Scopus e SPORTDiscus – sono state consultate da due revisori indipendenti.
Sono stati selezionati gli studi che indagavano gli effetti dei capi di abbigliamento che emettono FIR su almeno un parametro fisiologico collegato alla performance e/o al recupero fisico negli esseri umani.
La qualità metodologica degli studi selezionati è stata valutata utilizzando la scala Physiotherapy Evidence Database (PEDro).
In totale, 11 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione: 6 hanno analizzato gli effetti dei capi FIR durante l’esercizio e 5 il loro impiego nella fase di recupero post-esercizio.
Il quadro emerso è interessante ma non uniforme. Gli autori sottolineano un potenziale interesse dei capi FIR nello sport, in particolare per ciò che riguarda termoregolazione e funzione emodinamica, ma evidenziano anche la necessità di ulteriori studi prima di poter attribuire benefici certi e generalizzabili a tutti gli indumenti che utilizzano questa tecnologia.
È proprio questo il punto più interessante: la tecnologia FIR non è semplicemente un’espressione di marketing, ma una tecnologia tessile realmente studiata dalla ricerca scientifica. Allo stesso tempo, i suoi possibili effetti vanno valutati in relazione al tipo di filato, al capo utilizzato, alla durata di utilizzo e al contesto sportivo.
Cosa succede quando indosso un indumento FIR?
I tessuti con tecnologia FIR utilizzano materiali funzionali incorporati nel filato capaci di interagire con l’energia termica naturalmente emessa dal corpo e di riemettere parte di questa energia nella banda dell’infrarosso lontano.
Questo non significa che il capo debba produrre una forte sensazione di calore. La tecnologia FIR applicata all’abbigliamento è infatti diversa da una fonte esterna di calore, come una lampada a infrarossi.
Il processo avviene mentre il tessuto viene indossato, ed è proprio questa caratteristica che ha portato i ricercatori a studiare i capi FIR in relazione al comfort termico, alla risposta fisiologica all’esercizio e ad alcuni parametri legati alla fase di recupero.
Alcune ricerche condotte su specifici tessuti FIR hanno osservato variazioni di parametri come flusso sanguigno periferico e ossigenazione tissutale, mentre altri studi non hanno rilevato differenze significative. Per questo è più corretto parlare di un’interazione fisiologica oggetto di ricerca piuttosto che di un miglioramento della circolazione garantito in ogni persona.
FIR e termoregolazione: non tutto il calore è uguale
La termoregolazione è uno degli aspetti più interessanti studiati in relazione all’abbigliamento FIR.
Durante l’attività fisica il corpo produce calore e mette in atto diversi meccanismi per disperderlo e mantenere la propria temperatura entro un intervallo fisiologico.
Alcuni degli studi analizzati nella revisione hanno rilevato, durante l’esercizio, differenze nella risposta della temperatura cutanea tra capi FIR e tessuti convenzionali. I dati disponibili non permettono ancora di parlare di un effetto identico in ogni condizione, ma suggeriscono che l’interazione tra FIR e risposta termica meriti particolare attenzione.
È quindi più corretto parlare di possibile supporto al comfort termo-fisiologico piuttosto che affermare che il tessuto FIR raffreddi o riscaldi automaticamente il corpo.
Nel caso dei capi FGM04, inoltre, la tecnologia FIR viene combinata con differenti costruzioni tessili proprio per rispondere a esigenze diverse: esistono tessuti studiati per essere versatili durante l’anno, versioni più adatte alle condizioni calde e altre progettate per aiutare a conservare maggiormente il calore corporeo.
I tessuti FIR durante l’allenamento: quali vantaggi?
Le ricerche sugli indumenti FIR indossati durante l’esercizio hanno preso in considerazione diversi parametri, tra cui consumo di ossigeno, risposta termica, lattato, tolleranza all’esercizio, flusso sanguigno periferico e performance.
Alcuni studi hanno osservato risultati favorevoli su specifici parametri fisiologici. In particolare, determinate ricerche su capi FIR hanno rilevato segnali interessanti relativi all’economia dell’esercizio e alla risposta metabolica durante l’attività fisica.
Questo non significa che indossare un capo FIR renda automaticamente più veloci, più forti o più resistenti. Gli studi disponibili utilizzano infatti tessuti, protocolli, sport e gruppi di partecipanti differenti, e non tutti hanno ottenuto gli stessi risultati.
La tecnologia FIR rappresenta quindi soprattutto un’interessante evoluzione dell’abbigliamento tecnico sportivo: un filato funzionale che può essere scelto insieme alle altre caratteristiche che determinano il comfort durante l’allenamento, come morbidezza, elasticità, aderenza, traspirabilità e libertà di movimento.
Quando un capo viene utilizzato per pesi, fitness, running o allenamenti dinamici, sentirsi comodi e poter contare su un tessuto progettato per l’attività sportiva può fare una differenza concreta nell’esperienza di utilizzo.
I tessuti FIR nel recupero post-esercizio: come aiutano il corpo?
Il possibile utilizzo degli indumenti FIR nelle ore successive all’esercizio è un’altra area che ha attirato l’interesse della ricerca.
Nella revisione sistematica, cinque studi hanno analizzato l’impiego dei capi FIR durante il recupero. In diversi protocolli gli indumenti venivano mantenuti per molte ore e, in alcuni casi, indossati anche durante la notte.
I risultati sulla velocità di recupero della funzione muscolare non sono però uniformi e non consentono di affermare che un tessuto FIR acceleri sempre il recupero muscolare.
Alcuni studi hanno invece registrato segnali interessanti su dolore muscolare percepito, DOMS, sensazione soggettiva di recupero e alcuni marker indiretti, mentre altre ricerche non hanno evidenziato differenze significative rispetto ai tessuti di controllo.
Per questo il recupero rimane uno degli ambiti più interessanti da approfondire, ma è preferibile parlare di una tecnologia studiata anche per il possibile impiego nelle fasi successive all’allenamento piuttosto che promettere un recupero muscolare più rapido.
Un vantaggio pratico dell’abbigliamento FIR è proprio la sua semplicità di utilizzo: la tecnologia è integrata nel tessuto e può quindi accompagnare la normale routine sportiva senza richiedere dispositivi aggiuntivi.
Come scegliere i migliori leggings FIR di FGM04 per il tuo allenamento?
Quando si sceglie un leggings FIR, la tecnologia del filato è importante, ma non è l’unico elemento da considerare.
Vestibilità, traspirabilità, temperatura ambientale, intensità dell’allenamento e sensazione ricercata sulla pelle possono orientare verso tessuti FIR differenti.
La maggioranza dei modelli FGM04 è realizzata in tessuto FIR versatile e adatto alle diverse stagioni, disponibile in tinta unita, mélange nella versione EcoFIR oppure con viscosa di bambù, come nel caso della tecnologia BambùFIR.
Per gli allenamenti nelle condizioni più fresche esistono invece capi che, oltre alla tecnologia FIR, sono progettati per aiutare a trattenere il calore corporeo con la tecnologia HotFIR.
Quando invece l’allenamento si svolge con temperature elevate o si ricerca soprattutto una sensazione di maggiore freschezza, la tecnologia CryoFIR combina la tecnologia FIR con un tessuto particolarmente traspirante, studiato per favorire la dissipazione del calore.
Scegliere un capo FIR FGM04 significa quindi andare oltre la semplice estetica del leggings. Significa valutare design, vestibilità, tecnologia del filato e caratteristiche del tessuto in funzione del proprio modo di allenarsi.
La ricerca scientifica continuerà a chiarire quali applicazioni dell’infrarosso lontano siano maggiormente rilevanti nello sport. Ciò che sappiamo oggi è che i tessuti FIR rappresentano una categoria reale e studiata di tessuti funzionali, sviluppata per interagire con l’energia termica del corpo e oggetto di ricerca per il suo rapporto con comfort termo-fisiologico, risposta all’esercizio e recupero.
Ed è proprio dall’incontro tra tecnologia, comfort e progettazione del capo che nasce l’abbigliamento FIR FGM04: leggings e capi sportivi pensati non soltanto per vestire il corpo, ma per accompagnarlo durante il movimento.
FONTE: Utilisation of far infrared-emitting garments for optimising performance and recovery in sport: Real potential or new fad? A systematic review
Bastien Bontemps, Mathieu Gruet, Fabrice Vercruyssen, Julien Louis